THUNDER - Stage

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I britannici Thunder sono una realta' consolidata dell'hard rock melodico da quasi trent'anni. La loro musica e' classico rock'n'roll intriso di melodia accattivante ma grintosa, con un buon songwriting e una valida capacita' strumentale. I chitarrismi di Luke Morley impreziosiscono le composizioni della band con riff e assoli di pregevole gusto e qualita'. La voce di Danny Bowes e' una garanzia, cosi' come le tastiere di Ben Matthews e la sezione ritmica formata dal bassista Chris Childs e dal batterista Gary "Harry" James. La loro musica e' alquanto americana nella concezione ma i Thunder sono britannici a tutti gli effetti. Hanno avuto un buon successo fra scioglimenti e reunion e attualmente sono in pista e a giudicare da questo doppio dal vivo intitolato Stage sono anche in gran spolvero. Erano gia' usciti altri dischi live a nome del gruppo ma quest'ultimo registrato al Motorpoint di Cardiff si candida ad essere la migliore rappresentazione delle potenzialita' dei Thunder on stage. Essendo la registrazione tratta dal tour promozionale dell'ultimo lavoro in studio Rip It Up e' normale che ben sei brani siano tratti dal disco in questione. Non si puo' non notare come a sua volta il primo disco Backstreet Symphony, uscito nel lontano 1990, sia ancora un punto di riferimento per il gruppo dal momento che e' rappresentato in scaletta da cinque brani. L'apertura e ' affidata a un brano dell'ultimo disco, No One Gets Out Alive, bel biglietto da visita della proposta del gruppo. Ancora da Rip It Up proviene Enemy Inside, riff cadenzato e coinvolgente. River Of Pain e' l'unico estratto dal terzo album Behind Closed Doors del 1995. Resurrection Day, dal penultimo Wonder Days, e' sorretto da una melodia accattivante. Ancora dall'ultimo disco arriva la prima ballad, Right From The Start. Ovviamente un gruppo come i Thunder non puo' che risultare efficace in territorio melodico e questo brano ne e' la conferma. Con Backstreet Symphony, title track del gia' citato primo album si arriva al primo dei numerosi tuffi nel passato remoto che caratterizzano la scaletta. Un bel rock'n'roll frizzante con la chitarra di Luke Morley che dispensa riff e svisate a piacimento. Ancora dall'album d'esordio arriva Higher Ground che ricorda da vicino l'inizio furtivo e anticipatore della famosa Juke Box Hero dei Foreigner, ma il brano dei Thunder vive di luce propria. Con l'atmosfera rarefatta di In Another Life si torna all'ultimo Rip It Up. Anche Il bel riff di The Thing I Want ci riporta all'ultimo disco. Don't Wait For Me e' un bel brano melodico tratto dal primo album. Il cantante Danny Bowes e il chitarrista Luke Morley danno il meglio contribuendo alla riuscita di un brano che suona sofferto e passionale. Rip It Up e' chiaramente la title track dell'ultimo lavoro ed e' caratterizzata da un andamento deciso e un po' marziale. Altra perla melodica tratta dal primo album e' Love Walked In che si apre acustica per poi dipanarsi in una coinvolgente atmosfera che ci fa sognare ed emozionare. L'unico brano tratto dal settimo album the Magnificent Seventh e' la scoppiettante e rock'n'rollistica I Love You More Than Rock'n'Roll. Una frase che molte donne di rockers amerebbero sentire dal loro uomo. Un riff contagioso caratterizza Wonder Days, title track del penultimo lavoro della band. Ci avviciniamo alla fine dello show e i Thunder chiudono con un brano dall'ultimo disco e uno dal primo. She Likes The Cocaine da Rip It Up chiude lo show prima dell'ultimo bis. Il gran finale e' affidato a una versione di dieci minuti di Dirty Love, un brano del 1990. Qui vengono valorizzate al massimo le doti di Bowes e di Morley, che danno vita a un'atmosfera fumante, verace, da consumati rochers quali sono. A tratti sembra di ascoltare i gloriosi vecchi Foghat, altra storica band inglese che suonava molto americana nel mood. Stage conferma il valore di una band ormai classica come i Thunder, esponenti di un modo di intendere l'hard rock che trovera' sempre i suoi proseliti. Una band che ha partecipato a due storici Monsters Of Rock di Donington (quello del 1990 con i Whitesnake e quello del 1992 con gli Iron Maiden) senza mai sfigurare. Long live rock'n'roll, long live Thunder!

Voto: 9/10 

Silvio Ricci

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