Giorgio Laneve - 1970 - Giorgio Laneve (vinyl)


TRACKLIST:

Lato A
01. Amore dove sei?
02. Che cosa dire di te
03. L'amore stasera è venuto nella mia stanza
04. Dentro lo scrigno incantato
05. Il cavaliere e la dama
06. Le mutazioni

Lato B
01. Cronaca della città
02. Cerchi rosa, cerchi blu
03. Sono un vagabondo
04. Tu non sai che cos'è
05. Ballata delle rose
06. Gloria

Bonus track
07. Amore dove sei? (live 1970, RAI TV) 


Cari amici, ritorniamo a parlare di Giorgio Laneve sulle pagine della Stratosfera. Questo post rappresenta il primo dei tre tasselli fondamentali per presentare l'intera discografia anni '70 del cantautore milanese. Tutto ebbe inizio con il bellissimo post di Andrea (de gli Sprassolati) risalente al maggio di quest'anno, dove vennero presentati all'interno della serie "Bimbitudine"i due dischi dedicati ai bambini, "Viva Fantasia" del 1974 e "Accenti" del 1976. Li ritroverete qui
Oggi, invece, faremo un salto indietro di alcuni anni, per giungere al 1970, anno in cui la Philips pubblicò il primo 33 giri di Giorgio Laneve, che portava semplicemente il suo nome. Per trovare una ristampa in CD bisognerà attendere il 2010, quando venne inserito nel boxset compilation "Cantautori italiani anni '70 - Vol. 1" della Universal Music Collection. L'album qui postato è tratto direttamente dal vinile, con l'aggiunta di una rara registrazione live del brano di punta "Amore dove sei?" risalente al 1970. 

La biografia di Giorgio Laneve è già stata tracciata da Andrea nel sopracitato post, pertanto in questa sede mi limiterà all'analisi del disco, con qualche divagazione sul personaggio Laneve, avvalendomi dell'apporto di alcuni articoli già pubblicati sul web. Inizio con lo storico "Ciao 2001" del 2 giugno 1971, con un articolo firmato da Silvano Silvani. 
"E anche Giorgio Laneve è un cantautore-poeta. Lo avevamo conosciuto esattamente un anno fa (ndr - nel 1970) in occasione delle finali a Saint-Vincent del Disco per l’Estate. Molti critici, allora, guardavano Laneve come un fenomeno da baraccone, Non era mai accaduto prima d’allora che un giovane, a soli 23 anni, nel giro di due mesi, si presentasse al pubblico con un LP come primo disco, con un recital in compagnia di Georges Moustaki come primo spettacolo, con un ottimo piazzamento ad una manifestazione difficile come il Disco per l’Estate alla sua prima esibizione televisiva. Ma Laneve, ricordiamo, era più impaurito che soddisfatto. Fosse per questo, subito dopo Saint-Vincent, ha voluto tornare subito nell'ombra. Adesso, esattamente un anno dopo, Laneve ritorna al suo pubblico, fatto quasi esclusivamente di giovani, con uno nuovo 45 giri e  un nuovo LP. In questi ultimi mesi, Giorgio, oltre a laurearsi brillantemente in ingegneria elettronica (ma non vuole essere chiamato né dottore né ingegnere), ha costruito una chitarra unica al mondo e, soprattutto, ha composto nuove belle canzoni."
Parleremo del secondo album di Laneve, "Amore e leggenda" in un imminente prossimo post.


"Classe 1946, Giorgio Laneve si affacciò al mondo dello spettacolo nel 1970, portando nella finale del Disco per l'Estate una canzone malinconica e meditativa, molto originale nella sua pura bellezza, Amore dove sei? Legato idealmente al mondo degli chansonnier italiani e francesi, si trovava sulla scia del primo Fabrizio De André, ma con uno stile molto personale, levigato in una dizione perfetta che incorniciava e univa dolci melodie a versi forgiati in una salda cultura classica, dotati di penetrazione, misura e felici assonanze. Ai tempi del debutto girava in concerto accanto a Georges Moustaki, poi si allontanò in punta di piedi dalla ribalta, continuando però a scrivere canzoni sulla straordinaria chitarra che, si dice, si fosse costruito da solo. La sua discografia comprende cinque LP (di cui due dedicati ai bambini) e pochi 45 giri, in un arco di tempo che va dal 1970 al 1976.
Sull'onda del successo di Saint-Vincent, nel 1970 esce il suo primo album, pubblicato dalla Philips, l’eponimo Giorgio Laneve. Gli esempi di Georges Brassens, di Fabrizio De André, caratterizzano un’opera sobria ed equilibrata, poetica. Come un Donovan lombardo, Laneve idealizza l’amore, cantandone le incongruenze, con un fondo di misoginia e di scetticismo. Il combattuto e spesso deludente rapporto di coppia rimarrà una delle costanti delle sue canzoni. Le tematiche sociali occupano un ruolo di rilievo. Antimilitarismo e denuncia dell’indifferenza, la pratica della violenza e il senso della morte caratterizzano 'Tu non sai che cos'è', è una delle migliori composizioni, arpeggiata sulla chitarra. 'Sono un vagabondo' sembra riecheggiare Le métèque di Moustaki, rivendicando una cittadinanza universale. La caducità della bellezza, secondo precisi canoni rinascimentali che tanto piacquero anche a Fabrizio, riconduce alle stanze del Poliziano nella Ballata delle rose, cadenzato madrigale fra flauto e chitarra. Cronaca della città, uno dei pezzi più originali potrebbe avere come tema la ricerca della felicità, mentre l’affascinante e crudele favola de Il cavaliere e la dama ci riporta a un 1729 in cui allora come oggi, se non si coglie l’attimo si paga un duro fio. La giustamente celebre Amore dove sei? si impone per la sua accorata melodia e una dissertazione sulle ragioni dell’amore, data come raramente si sia mai potuto sentire. Le altre sono la rarefatta L’amore stasera è venuto nella mia stanza, con una curiosa personificazione di Eros, la leggiadra e dylaniana Gloria, la feroce Le mutazioni, non proprio una lode all'eterno femminino, Cerchi rosa, cerchi blu, con le sue digressioni sul libero arbitrio, Che cosa dire di te o l’aleatorietà dei sentimenti e Dentro lo scrigno incantato, in cui flauto e clavicembalo sottolineano il malessere degli abbandoni. Giorgio Laneve si rivelò così un’artista di squisita e fragile sensibilità, degno di appartenere al Parnaso che procede, con rare diramazioni, dalla scuola genovese" (articolo pubblicato sul sito "L'Isola che non c'era - L'Isola della musica italiana").


Dal 33 giri venne tratto, sempre nel 1970, un singolo contenente "Amore dove sei? / Sono un vagabondo". Voglio concludere ricordandovi che Giorgio Laneve, dopo un silenzio discografico risalente al 1980, è riapparso sul palcoscenico il 16 ottobre 2015 in occasione della 4ª "Rassegna Storica e Nuova Canzone d'Autore" realizzata a Ferrara dall'associazione culturale musicale "Aspettando Godot". Subito dopo ha registrato un nuovo album, dal titolo "La mia più bella storia d'amore sei tu", pubblicato nell'estate 2016. Il disco ricalca fedelmente i temi dei suoi vecchi lavori, con brani tratti dalla grande canzone d'autore francese, tradotti per l'occasione e riproposti con nuova veste. E' tutto. Promessa solenne, a breve troverete su queste pagine i due dischi successivi a questo esordio, ovvero "Amore e leggenda" (1971) e "Un poco abitudine" (1973).
Buon ascolto.



Post by George

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